E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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La Riforma del sistema calcio

15.11.2017 - La Riforma del sistema calcio: Federsupporter si rivolge nuovamente al Ministro dello Sport.

Dopo l’infausta esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio 2018, si è levata e sta montando una generale richiesta di procedere ad una profonda e radicale riforma del sistema calcio.

Riforma che non può certo risolversi ed esaurirsi nelle dimissioni del Commissario Tecnico della Nazionale e del Presidente della FIGC.

Federsupporter, pertanto, ha rinnovato la richiesta, con lettera in data odierna al Ministro dello Sport, On.le Luca Lotti, di un incontro per poter illustrare e discutere una serie di proposte, attualmente aggiornate, già, peraltro, avanzate nel maggio 2015 all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Dr. Matteo Renzi, nonché, con lettera del 22 maggio scorso, allo stesso Ministro, Lotti.

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Le LEGHE ?? Organismi sconosciuti al CONI.

Le LEGHE ?? Organismi   sconosciuti al CONI.

E allora perché la FIGC chiede al CONI ( Collegio di Garanzia) un parere su una propria norma ( art. 29 ) in merito alla compatibilità delle cariche di Consigliere di Lega e di Consigliere  federale in uno stesso soggetto?

Il CONI, però, interpreta ugualmente una norma della FIGC la quale, peraltro,   pone  dei chiari e precisi limiti  alla incompatibilità delle cariche sopra indicate.

Sulla estraneità delle Leghe al sistema calcio e sulla inutilità di un parere di un  esterno( peraltro dichiaratosi incompetente ) al quadro normativo delineato dalla FIGC, si rinvia all’analisi tecnico giuridica dell’Avv. Rossetti che richiama, inoltre,  a ben più  importanti e cogenti conflitti di interesse ancora  aperti,  mai sollevati formalmente  dalle Istituzioni sportive  e, comunque, tuttora irrisolti.

Alfredo Parisi

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Da una questione sociale ad una questione tecnica.

 Lazio-Cagliari del 22 ottobre 2017:modalità per superare il vero problema.

Sono state sufficienti  poco più di due settimane dal “ fattaccio brutto” dello Stadio Olimpico, dove sono state esposte le foto di Anna Frank “ mascherata” con la maglietta di gioco della AS Roma,  per traslare un episodio che travalica il calcio, la passione dei tifosi  e  il senso  stesso della storia e della memoria, verso un circo mediatico che si è posto il solo  problema del tecnicismo  giuridico con il quale  è stato permesso ai tifosi abbonati ad una Curva chiusa su disposizione della Giustizia sportiva di spostarsi in altro settore dello Stadio.

Mentre al riguardo, Vi rimando all’attenta analisi elaborata dall’Avv. Massimo Rossetti, mi permetto di formulare alcune considerazioni di carattere personale .

Questo spostamento dell’attenzione è forse la conseguenza più rilevante e pericolosa di quel “fattaccio brutto”: l’interesse non è più concentrato sul significato socio-culturale di disprezzo  di ciò che è stato e di violazione dell’immagine di una “ memoria” scomoda, ma sulla perizia tecnico-giuridica che ha permesso di bypassare una norma regolamentare posta dall’ordinamento sportivo.

Quando accadono eventi/momenti che scuotono l’emotività, sia individuale sia collettiva, sollecitati da quel totem comunicazionale che permea quel villaggio globale che è ormai il nostro mondo, la prima reazione è di perplessità. Su questa perplessità si cerca poi di costruire  una base di comprensione.

Ciò che è accaduto al termine della Gara Lazio – Cagliari del 22 ottobre scorso rientra appieno in questa situazione.

La parola “Shoah”  costituisce di per sé qualcosa non in grado di esprimere la realtà: nessun documento storico, nessuna, pur traumatica testimonianza, riuscirà a farne comprendere l’enormità .

Proprio per questo  nella ricerca di una delle tante aggettivazioni  sprecate per definire “il fattaccio brutto”, una parola mi ha colpito e ridato l’esatta dimensione dell’accaduto ma soprattutto dell’atteggiamento dei protagonisti “ sportivi”  e delle interpretazioni datene da opinionisti e media: GROTTESCO.

 E’ questo l’aggettivo utilizzato dallo scrittore Alessandro Piperno, nel suo articolo apparso su Il Corriere della Sera del 26 ottobre scorso.

Ma il vero profilo grottesco è la strumentalizzazione dell’evento  che ne hanno fatto tutti nel mondo sportivo: presidenti, calciatori, tifosi, ultras, media, Istituzioni sportive a tutti i livelli.

E così,  cosa rimane del calcio ? La desolazione di un campo di erba, vuoto di sentimenti, che illude con i suoi valori sportivi tanto decantati quanto vilipesi e privi  di quel contenuto valoriale che li aveva ispirati : lealtà, correttezza, probità. 

Alfredo Parisi



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