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FEDERBET-FEDERSUPPORTER

Presentato a Novara Protocollo Federbet-Federsupporter a difesa dei tifosi e per uno sport pulito a coronamento del II Memorial DINOV, vinto dalla Nazionale Magistrati.

 

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Le dichiarazioni del Commissario Tecnico della Nazionale di calcio, Sig. Antonio Conte, dopo la partita amichevole Italia-Albania del 18 novembre scorso, hanno riacceso il dibattito circa lo stato e le prospettive del nostro calcio.  Tali dichiarazioni erano state precedute il 14 novembre da quelle del Consigliere, con delega alle riforme ed all’innovazione, della FIGC, dr. Claudio Lotito, di cui ad una intervista, in pari data, su “Il Messaggero”.

 

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Dalla punibilità all'immunità !

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Molti reati così detti “ da stadio” non saranno più punibili ? Quando il legislatore non sa che cosa fa con la mano destra e con la sinistra.

(Avv. Massimo Rossetti, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale)

Da notizie di stampa ( ved “Il Messaggero” di ieri 16 novembre) si apprende che sarebbe imminente l’emanazione da parte del Governo di un decreto legislativo, in attuazione di una delega contenuta in una legge sulla così detta “ messa in prova”, secondo cui, a decorrere dal 1° gennaio 2015, non sarebbero più punibili tutti quei reati per i quali è prevista la pena della reclusione non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la sola pena pecuniaria, congiunta o disgiunta dalla predetta pena detentiva.

La non punibilità sarebbe applicabile quando, per la modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa fosse ritenuta di “ particolare tenuità” o il comportamento risultasse non abituale.

La persona offesa dal reato potrebbe opporsi, prendendo visione degli atti entro un termine decadenziale molto breve ( 10 giorni), alla richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, fermo restando il diritto al risarcimento del danno in sede civile conseguente al reato.

Tutto ciò, ove confermato, non può che suscitare molte e notevoli perplessità.

Innanzitutto, la punibilità di non pochi e molto comuni reati verrebbe, di fatto, lasciata alla totale discrezionalità del giudice, caso per caso, dando così luogo ad una pressoché totale incertezza del diritto.

Alla persona offesa dal reato verrebbe, in pratica, negata qualsiasi, sostanziale protezione e tutela: se non quella, assai aleatoria, del risarcimento del danno, in specie se si tiene conto che gli autori dei reati, definiti eufemisticamente “ di particolare tenuità”, sono, in genere, persone nullatenenti o che, comunque, risultano tali.

Aggiungasi che la sostanziale immunità accordata ad autori, per esempio, di truffe e furti non aggravati, di forme di abuso d’ufficio e di peculato d’uso, non può che risultare come un implicito ed oggettivo incoraggiamento a commettere tal genere di reati che, peraltro, come già rilevato, non sono affatto infrequenti e sono generatori di un diffuso sentimento di pericolosità e malessere sociale.

Stupisce, altresì, che la deflazione delle inchieste e dei processi penali venga perseguita mediante l’impunità per i reati commessi ( una sorta di forma surrettizia di amnistia impropria o di indulto), anziché mediante opportune modifiche normative procedimentali e il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia complessive dell’attività e degli apparati giudiziari.

Ma, per rimanere in un ambito più attinente a quello sportivo, v’è da rimarcare che, per effetto dell’emanando decreto legislativo, gran parte dei così detti “ reati da stadio” , la cui perseguibilità e punibilità sono state rafforzate, sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello penale, dal recente decreto legge 22 agosto 2014, n.119, convertito nella legge 17 ottobre 2014, n, 146, così detta “ antiviolenza negli stadi”, resterebbero impuniti.

E ciò, non solo per quanto riguarda reati commessi dopo l’entrata in vigore del suddetto decreto legislativo, ma anche per quelli commessi prima, in virtù dell’applicazione del principio del “ favor rei”, in base al quale la legge penale sopravvenuta, più favorevole al reo, si applica anche retroattivamente.

A titolo esemplificativo, non sarebbero più punibili, sempre che il giudice ritenga il fatto di “ particolare tenuità”, reati quali : la violazione del Daspo, il lancio di materiale pericoloso, lo scavalcamento di recinzioni, l’invasione di campo, il possesso di artifizi pirotecnici, il divieto di striscioni e cartelli incitanti alla violenza o recanti ingiurie o minacce.

Da ultimo, ma non per importanza, si consideri che alcuni dei reati di cui all’allegato A al Codice di comportamento sportivo del CONI nonchè all’art. 22 bis delle NOIF della FIGC, quali causa di ineleggibilità a cariche delle stesso CONI, delle Federazioni sportive e delle società, solo in quanto comportanti una pena detentiva superiore ad un anno, non opererebbero più, per il futuro e per il passato , per l’appunto, quali causa di ineleggibilità alle suddette cariche.

Sempre a titolo esemplificativo, si citano reati come alcuni di quelli fallimentari, in materia societaria, in materia di intermediazione finanziaria.

La qual cosa dimostra, come pure sottolineato in precedenti occasioni da Federsupporter, la fallacia della tesi interpretativa ed applicativa, fatta propria dalla FIGC, secondo cui le normative del CONI e della stessa FIGC in materia di cause di ineleggìbilità non distinguono, ai fini di quest’ultima, reati presi in considerazione soltanto per la loro intrinseca natura e rilevanza per l’ordinamento sportivo da reati presi in considerazione soltanto in funzione dell’entità della pena detentiva che essi comportano.

E’ evidente, quindi, che , a maggior ragione a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo in oggetto , il CONI e la FIGC debbano necessariamente rivedere l’attuale disciplina della predetta materia, così come oggi interpretata ed applicata, onde effettuare la distinzione di cui sopra, così restituendo efficacia e significatività alla disciplina stessa che, altrimenti, resterebbe, in gran parte e ben più di quanto già oggi non sia, irrilevante ed inutile ai fini che essa intende perseguire.

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

Match fixing e responsabilità oggettiva nel mondo del calcio

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                                                                              Comunicato Stampa

“Match fixing e responsabilità oggettiva  nel mondo del calcio” è stato il tema della Conferenza tenutasi il 15 novembre a Bruxelles, presso l’Hotel Renaissance  Rue du Parnasse , 19.

 

La Conferenza, con la partecipazione di numerosi magistrati e giuristi,  è stata l’occasione che ha permesso al Presidente di Federbet, Tavarelli, ed al Segretario Generale, Baranca, di fare il punto della situazione mondiale relativa al  fenomeno delle scommesse nel settore sportivo .

E questo sia nei suoi aspetti  delinquenziali , che snaturano le gare sotto l’aspetto del regolare svolgimento delle stesse , sia, soprattutto,  con riferimento all’attività, del tutto lecita  e fisiologica, legata allo scommettitore  quale consumatore di quell’evento e sulla quale è tuttora aperta in Italia una dialettica , aspra e senza esclusione di colpi, tra i concessionari statali ed alcuni operatori esteri.

In particolare,  gli approfondimenti  sul tema della responsabilità nel mondo del calcio sono stati affrontati  dal Dr. Ciro Angelillis della Procura di Bari, il quale, nel  portare all’attenzione  l’esperienza della sua attività ha sottolineato l’importanza del recente decreto Alfano, approvato nell’ottobre scorso, che ha esteso fino a nove anni la pena per l’illecito sportivo ; circostanza che non potrà che costituire un valido deterrente  per contrastare tale fenomeno,.

Il Dr. Angelillis  ha anche sottolineato l’esigenza che le società sportive concorrano con i propri modelli organizzativi a precostituire una valida base di contrasto a tale illegalità.

Sulla necessità dell’adozione dei modelli organizzativi, così come previsti dal decreto legislativo 231/2001 e sulle carenze comportamentali delle società di calcio, si è espresso il Presidente di Federsupporter, Parisi, il quale ha ricostruito, sia pure in modo sintetico, la tipologia delle fonti, normative e regolamentari e le varie tipologie di responsabilità che gravano sul mondo del calcio.

Le società, ha sottolineato Parisi, sono più attente agli aspetti di responsabilità scaturenti dai comportamenti dei propri sostenitori,  che a dare attuazione alle sollecitazioni, in specie provenienti dall’Osservatorio nazionale sulle  Manifestazioni Sportive, sui temi organizzativi e sulle strategie comportamentali nei confronti dei tifosi.

Il Dr. Giuseppe Coscioni, del Tribunale di Parma, riallacciandosi  alle tematiche precedenti, ha affrontato in dettaglio il tema delle responsabilità gravanti sulle società, confermando la rilevanza dei modelli organizzativi, già richiamati, la cui necessaria adozione regolamenterebbe, anche e soprattutto, l’atteggiamento di tutti coloro che ricoprono incarichi e svolgono attività all’interno delle società stesse, nonché i loro rapporti con soggetti terzi: attività e rapporti che possono costituire fonte di responsabilità imputabile alla società.

Gli interventi dell’Avv. Cristiano Novazio, docente presso l’Università di Milano-Bicocca, e dell’Avv. Alessandro Izar, esperto di diritto sportivo, hanno trattato gli specifici aspetti derivanti dagli illeciti sportivi e delle loro conseguenze  sia civili  che penali.

Per concludere, si sottolinea l’importanza del ruolo e dell’attività svolti da Federsupporter, riconosciuta dall’invito a partecipare alla Conferenza: importanza, spesso, purtroppo, invece disconosciuta, in specie dagli organi di informazione, a livello nazionale.

Federsupporter

Ufficio Stampa

 

Roma 17 novembre 2014

 

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