E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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L'impresa sportiva come impresa di servizi: il supporter consumatore

Di Alfredo Parisi e Massimo Rossetti

Tutela dell'integrità psico-fisica del calciatore professionista. Il caso Biglia

Il grave infortunio occorso al giocatore Lucas Biglia nel corso della partita Lazio-Empoli del 25 settembre scorso ha suscitato e sta suscitando alcune discussioni circa le responsabilità di tale infortunio.

L’allenatore della Lazio, Simone Inzaghi, nelle dichiarazioni rilasciate nel post-partita, ha attribuito  dette responsabilità alla ferma volontà del calciatore di giocare la partita stessa. Dichiarazioni riportate e fatte proprie da gran parte degli organi di informazione.

Ciò premesso, l’episodio mi dà lo spunto per alcune considerazioni, anche di carattere più generale, circa la tutela dell’integrità psico-fisica del calciatore professionista.

A questo proposito, ricordo che quest’ultimo, ai sensi della legge n.91/1981, è  un lavoratore subordinato e che, quindi, nei suoi confronti è applicabile l’art. 2087 CC  che impone al datore di lavoro l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie  a preservarlo dalla lesione alla suddetta integrità.

Aggiungasi che l’Accordo collettivo per i calciatori professionisti prevede, da un lato, a carico del calciatore, l’obbligo di curare la propria integrità psico-fisica in funzione delle prestazioni sportive che è tenuto a fornire, astenendosi da qualsiasi attività che possa mettere a rischio tale integrità, dall’altro, impone  alle Società l’obbligo di stretta osservanza delle disposizioni di legge in materia di tutela della salute dei calciatori stessi.

La giurisprudenza di legittimità ha ripetutamente sancito ( cfr. Cassazione, sentenza n. 5048 del 6.9.1988 e, da ultimo, sentenza n. 3306 del 19.2.2016) che, ai sensi dell’art. 2087 CC, l’obbligo del datore di lavoro di tutelare l’integrità psico-fisica dei dipendenti impone l’adozione, non solo di misure igienico-sanitarie, ma anche di tutte quelle atte a preservare i lavoratori dalla lesione di tale integrità, in relazione, non solo ad attività lavorative in senso stretto, ma anche ad attività non direttamente collegate a  queste ultime.

Pertanto, al datore di lavoro si richiede, a questo fine, di adottare le misure di cui trattasi con una diligenza particolarmente qualificata che implica la massima attenzione, prudenza e perizia onde evitare, con riguardo alla tipologia del lavoro svolto, nonché tenuto conto dell’esperienza e della tecnica acquisite nel settore, l’evento lesivo.

Ne discende che l’eventuale volontà del dipendente, nella fattispecie del calciatore, di non attenersi scrupolosamente all’obbligo di curare la propria integrità psico-fisica, non può mai costituire per il datore di lavoro, nella fattispecie la Società di calcio, una legittima e valida esimente dalla responsabilità di attenersi, a propria volta, scrupolosamente all’obbligo, di legge e contrattuale, di salvaguardare tale integrità, usando la diligenza particolarmente qualificata di cui sopra.

A maggior ragione, se, nella fattispecie, vi fosse effettivamente stata una preventiva valutazione di rischiosità nell’impiego del giocatore, resa nota alla Società, da parte dello staff medico che aveva in cura il calciatore.

Peraltro, un articolo a firma di Alberto Abbate, pubblicato su “Il Messaggero” in data odierna, sostiene, viceversa, che non risponderebbe al vero che Biglia abbia voluto giocare la partita per sua ferma volontà e, soprattutto, che il suddetto staff medico, non solo non avrebbe avvisato sia lui sia la Società del rischio insito nel  suo impiego, ma , addirittura, avrebbe dato il proprio via libera a quest’ultimo, non avendo riscontrato, anche in base ad esami clinici effettuati, alcun motivo ostativo all’impiego stesso.

Affermazioni che, qualora trovassero conferma, implicherebbero una grave responsabilità professionale del predetto staff medico e, quindi, della Società.

A proposito di tale responsabilità è opportuno richiamare le dichiarazioni del precedente consulente ortopedico della Lazio, Dott. Stefano Lovati,  ed il  successivo, immediato Comunicato di replica della Società.

Laddove quest’ultima definiva le suddette dichiarazioni “ Una polemica tanto astiosa quanto infondata e diffamatoria nei confronti del nuovo responsabile ortopedico e coordinatore dei medici sociali della Società Sportiva Lazio” , con espressa ed esplicita minaccia di “ ogni azione a tutela della loro onorabilità”.

Comunicato in cui, altresì, si metteva implicitamente in discussione l’operato e le capacità professionali del precedente consulente ortopedico, sostenendo che , grazie al nuovo staff medico,  si era creato “ un clima nuovo all’interno della squadra, tale che i giocatori si sentono supportati e possono puntare tranquillamente a raggiungere traguardi più ambiziosi”.

Si tenga, infine, presente che l’eventuale attribuzione della lesione del lavoratore a colpa del datore di lavoro potrebbe comportare, ex art. 590 CP, l’incriminazione di quest’ultimo per il reato di lesioni personali colpose.

 Avv. Massimo Rossetti

 


Lettera Aperta di Federsupporter all’azionista di maggioranza e Presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio spa.

Si informa che, in data odierna, Federsupporter ha inviato all’azionista e Presiedente in oggetto una lettera aperta  con la quale si propone la cessione di un pacchetto azionario pari al 15 % delle azioni della SS Lazio spa  detenute dal predetto azionista ad una costituenda società cooperativa composta da tifosi/piccoli azionisti della stessa Lazio (copia della lettera è stata trasmessa, per opportuna conoscenza, alla CONSOB). 

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Il Progetto la " Casa della Lazio"

 

                                                        COMUNICATO

 IProgetto per trasformare lo Stadio Flaminio di Roma nella “ Casa dei Tifosi della Lazio”. Manifestazione di interesse dell’Amministrazione comunale.

 Come è noto, Federsupporter ha avanzato da tempo il Progetto di cui trattasi.

Da ultimo, con lettera del 9 settembre scorso, l’Associazione ha sottoposto tale Progetto all’attenzione del Presidente della Commissione Sport del Comune di Roma, Dr. Angelo Diario.

Con  e mail di ieri, 21 settembre,  la D.ssa Daniela Bonamici, Segretaria della predetta Commissione, ha riscontrato la lettera di Federsupporter, informando che “ Il Consigliere Diario ne ha parlato nei giorni scorsi con l’Assessore Frongia” e che “ Sarà nostra cura valutarle  ( ndr. il Progetto, insieme ad altre manifestazioni di interesse nel frattempo pervenute sullo Stadio Flaminio) nel corso delle prossime settimane”.

A tale risposta Federsupporter, nel ringraziare con e mail in pari data per l’interesse manifestato, ha sottolineato che il Progetto ha il pregio, tra gli altri, di non comportare alcun onere per le finanze pubbliche e di avviare, per la prima volta in Italia, un percorso che vedrebbe i tifosi protagonisti della vita sociale e tutori della “ loro Casa dello Sport”; elemento che contrasterebbe qualsiasi forma di violenza e/o di degrado.

Non solo, Federsupporter ha anche sottolineato che il Progetto risponde alle linee guida del Documento “Guida agli Stadi di qualità” della FIGC e dell’UEFA (Progetto che l’Associazione ha già presentato al Presidente del CONI, Dr. Giovanni Malagò) e che esso appare coerente con quanto dichiarato dal Sindaco, Avv. Virginia Raggi, nella sua conferenza di ieri, 21 settembre.

Come si può, dunque, constatare, il Progetto sembra essere finalmente entrato in una fase cruciale.

E’, pertanto, fondamentale che, in questa fase, ai fini della sua eventuale approvazione, venga esercitata una forte pressione dal basso da parte dei tifosi della Lazio che, è opportuno ricordarlo, in ben 15.000 sottoscrissero, nell’aprile 2014, una petizione perché lo Stadio Flaminio diventi la “Casa della Lazio”.

Altrettanto fondamentale è che, sempre in questa fase, gli organi di informazione locale e gli opinion maker, in specie quelli che si dedicano alla Lazio, supportino, con costanza, continuità e con una efficace opera di moral suasion, il Progetto stesso.

A questo proposito, si rinvia anche alle Note del 16 settembre scorso del Consigliere, Responsabile dell’Area Giuridico-Legale di Federsupporter, Avv. Massimo Rossetti, pubblicate sul sito www.federsupporter.it

Ufficio Stampa

 Roma 22 settembre 2016

 



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