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FederSupporter e AVIS per uno sport più sano

Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi
 

Il calcio "forzato"

 6 giugno 2020 - Un atto di rispetto da parte dei“signori del pallone”

Nel vergognoso scenario della ripresa di uno pseudo campionato, si stanno verificando tentativi, da parte delle società di calcio, di mercificare la passione dei tifosi  per riempire i vuoti degli stadi .

Come sempre, le società sportive, anziché riconoscere i diritti dei tifosi, come dimostrato dal dichiarato atteggiamento di non rimborsare le quote non godute degli abbonamenti,  vogliono “usarli” come un muto coro greco che invoca l’aiuto degli dei mediatici.

Dalle società sportive neppure un atto di solidarietà sociale nei confronti di un evento che ha cambiato e cambierà la normalità della nostra vita.

Atto di solidarietà che, ad avviso di chi scrive, dovrebbe, responsabilmente, assumere la FIGC, in occasione delle imminenti gare di Coppa Italia, alla quale non si può proprio rinunciare,  in attesa, addirittura, di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Allora, in occasione della Finale di Coppa, potrebbero essere letti, in ordine alfabetico,i nomi di medici, infermieri, sacerdoti, volontari che hanno sacrificato la loro vita per permettere ad altri di vivere e di vivere anche questa giornata di sport.

 In tal modo si darebbe un senso a questa Coppa Italia.  

Alfredo Parisi


Le società sportive: NESSUN Diritto per i tifosi

 COMUNICATO

 4 giugno 2020 -I diritti degli abbonati non si toccano.

 Con riferimento ad alcune notizie di stampa ( cfr.” Il Corriere dello Sport”, del 4 giugno, “ Mezza Serie A non prevede  il rimborso “) secondo cui alcune società di calcio vorrebbero costringere i propri abbonati ad accettare soluzioni alternative al rimborso della quota parte dell’abbonamento non fruibile a causa della disputa delle prossime partite a porte chiuse.

Federsupporter ribadisce quanto segue.

Il diritto al rimborso è previsto sia da norme codicistiche generali, sia da norme specifiche del Codice del Consumo.

Clausole contenute nei contratti di abbonamento mediante la sottoscrizione di moduli o formulari predisposti unilateralmente dalle società calcistiche ( venditrici) che escludono tali rimborsi, anche quando l’esclusione non sia attribuibile  a responsabilità dell’abbonato, sono infatti, anche alla luce di precedenti pronunce giurisdizionali ( cfr. Tribunale di Roma), da  considerarsi vessatorie e, quindi, ai sensi del predetto Codice del Consumo, nulle.

Pertanto, le società  devono consentire all’abbonato di scegliere,  del tutto autonomamente e discrezionalmente, tra il rimborso della quota di abbonamento non fruita ed eventuali soluzioni alternative, proposte dalle società, quali per esempio, sconti su futuri abbonamenti.

Soluzione che si ripete spetta unicamente all’abbonato.

Tutto ciò premesso e considerato, Federsupporter rinnova la propria disponibilità, d’intesa  ed in unione con il Movimento Consumatori, con il quale intrattiene rapporti di partenariato, a tutelare i diritti degli abbonati, in ogni competente ed opportuna sede, anche all’occorrenza  giudiziaria.

In particolare, si riserva di attivare, sempre d’intesa ed in unione con il Movimento Consumatori, la tutela amministrativa contro pratiche commerciali scorrette delle società dinanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sempre fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario.

Federsupporter, non può non stigmatizzare, infine, al di là di pur assorbenti argomentazioni giuridiche, l’atteggiamento di quelle società che, mentre reclamano e ottengono la salvaguardia di propri diritti ed interessi  pregiudicati dall’epidemia da coronavirus, nel contempo, però, negano, a proprio vantaggio, la salvaguardia di altrettanti  legittimi diritti ed interessi dei tifosi abbonati.

Tifosi che,peraltro, a seguito di questo atteggiamento si vedrebbero costretti a desistere dal rinnovo degli abbonamenti.

 

Il Presidente

Alfredo Parisi

 

 

 


Povero calcio, Poveri Tifosi

31 maggio 2020- Il “Circo Barnum” Calcio

Calcio, signori, si gioca per lo spettacolo e per non fallire (così” La Repubblica”, 29 maggio 2020, pag. 35, a firma Gabriele Romagnoli).

Tra domatori di tigri, clown, trapezisti ed equilibristi, il Circo calcio ha dato l’ennesima dimostrazione di uno sprezzante menefreghismo. In una parola, utilizzando la famosa frase del Marchese del Grillo, “Io so io e voi non siete un c…”.

Ma l’affermazione che più ferisce chi vede nel calcio la sua passione realizzarsi, tra  gioie e delusioni, il Tifoso (la maiuscola non è casuale) è quella che ho dovuto leggere “Un altro momento di gioia restituito agli italiani”.

Così come offende la “gioia” del Presidente della FIGC per il quale “ La ripartenza del calcio rappresenta un messaggio di speranza per tutto il Paese”.

Un Paese che presenta un generalizzato blocco delle attività produttive (- 48%) e che registra, per le imprese, mancate entrate conseguenti alla contrazione dei rispettivi fatturati, circostanza che “potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere produttive” ( cfr. Confindustria , 31 marzo 2020).

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