Memorial 2021 Felice Pulici

Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi

 

 

Il Bullismo: un male sociale

23-03.2023- MOICA e il Bullismo

Il 22 marzo scorso, invitato da Camilla Occhionorelli, del Movimento MOICA ( Donne Attive in Famiglia e Società), sono stato ospite della trasmissione televisiva condotta da Graziella Matarrese su Telelombardia (Gruppo Mediapason, per rispondere alle domande sul bullismo .

Credo possa essere importante sintetizzare il mio contributo alla lotta contro questo male sociale che sta dilagando in modo preoccupante.

Alfredo Parisi


I nostri valori quelli che ci sono serviti per la crescita e l’inserimento nella società sono oggi ancora “ portanti” ?

Prima di qualsiasi altra considerazione dobbiamo rispondere a questa domanda e poi fare un profondo esame di coscienza: siamo stati in grado di adeguarci allo sviluppo della società, seguire il frenetico evolversi delle tecnologie che condizionano prima il modo di esprimersi e poi la società stessa ?

Ma allora le vera domanda deve essere :  quali valori le nuove generazioni devono avere come guida ?

Oggi la conoscenza e la comprensione dei valori hanno un grande nemico : la TV che ci propone stereotipi nei quali i ragazzi si vogliono riconoscere.

La TV il grande oppio : un esempio estremizzante: la Messa in TV che mina alla base il concetto di comunità non solo religiosa ma di condivisione di principi e di valori.

In un recente episodio che ha visto un genitore appellarsi attraverso una emittente radio locale al figlio  scomparso da due giorni da casa, vittima di ripetuti atti di bullismo, mi ha colpito la frase  detta con sconforto dal padre  : “ Comunque io ci sono sempre stato” Si, ma come ?

Due elementi hanno caratterizzato questa storia, risolta, fortunatamente in modo positivo, : la solitudine del ragazzo  e, soprattutto, il silenzio .

Su quanti di questi elementi siamo intervenuti come genitori ?

Ecco il primo grande errore : la mancanza di dialogo, ma di un dialogo  non come ci è stato proposto e trasmesso ( sempreché nella nostra giovinezza ci sia stato) ma di un dialogo che parli la “loro” lingua, quella dei ragazzi. Siamo noi che ci dobbiamo avvicinare al modo di dialogare dei giovani ed  ai principi che regolano la loro vita, ai loro sogni.

Quanti  di voi sanno  quali sono i sogni dei propri figli ? Non quello che noi vogliamo che essi siano per noi.

In questo dialogo la scuola diventa una vera e propria palestra per migliorare il dialogo in famiglia . Genitori  che non devono rivestire il ruolo di sindacalisti in una  difesa di principio  dei comportamenti dei propri figli, nel nome di una mala intepretazione dei diritti dei figli .

Una parola questa “Diritti”,  cui non si accompagna mai il rovescio di questa medaglia : “i Doveri”.

Io sono un patito di Oriana Fallaci,  sarebbe sufficiente fare leggere ai ragazzi alcuni brani di  “Lettera ad un bambino mai nato” per far capire la vita.

In un recente Convegno sul tema dei bambini autistici si è molto posto l’accento  sul concetto di educazione come reciprocità  “E-ducere” e “Cum- ducere”

L’educazione è una sfida continua tra famiglia e società

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