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FIGC e le invasioni di campo

  4 gennaio 2018 -La FIGC interpreta norme statutarie del CONI: una nuova invasione di campo

Con parere della Sezione Consultiva della Corte Federale d’Appello dell’11 dicembre scorso (  vedasi Comunicato Ufficiale n. 066/CFA) si è nuovamente verificato che un organo federale abbia esteso un proprio parere sull’interpretazione/ applicazione di norme statutarie del CONI.

La Corte Federale d’Appello, infatti, richiesta dal Presidente della FIGC di un parere circa la possibilità per il Consiglio federale di prorogare il mandato del Commissario della Lega Nazionale Professionisti di Serie A, non si è limitata a pronunciarsi sulla richiesta, bensì, così interpretando norme statutarie del CONI, si è spinta anche a negare che la proroga del suddetto mandato possa integrare una fattispecie di commissariamento della Federazione.

 

Si è ripetuto, quindi, oggi ciò che avvenne nel gennaio 2012, allorchè la Corte di Giustizia della FIGC,  organo omologo all’odierna Corte Federale d’Appello,  espresse, su richiesta dell’allora Presidente federale, un parere sulla sospensione dalla carica di dirigente federale, pronunciandosi sull’applicabilità di norme del CONI relative all’etica sportiva. 

L’allora Presidente del CONI, Petrucci, con una dichiarazione ufficiale dell’11 gennaio 2012, così stigmatizzò l’accaduto: “ Meraviglia nella maniera più assoluta che un organo consultivo federale – pur nell’autorevolezza conclamata dei singoli componenti- abbia esteso un proprio parere a fattispecie giuridiche non richieste e comunque di esclusiva competenza della Giunta Nazionale del CONI. In un momento particolare in cui il calcio italiano ha assoluto bisogno di ritrovare rapidamente certezza di comportamenti etici e trasparenti, inspiegabilmente nell’ambito della Federcalcio viene espressa una interpretazione che va ben al di la delle richieste di merito, diventando una pericolosa invasione di campo e una sgarbata intromissione nelle prerogative  dell’Alta Corte di Giustizia presso il CONI, unico organo con funzioni consultive e giurisdizionali  al quale il Comitato Olimpico Nazionale Italiano fa riferimento per Statuto “.

 Questa volta, viceversa, non vi è stata, almeno finora ed a quanto consta, nessuna reazione da parte del CONI a quella che l’allora Presidente, Petrucci, definì una “ pericolosa invasione di campo ed una sgarbata intromissione nelle prerogative dell’Alta Corte di Giustizia presso il CONI”.

Si tenga presente che l’art. 54 ( Competenza) del Codice della Giustizia Sportiva del CONI attribuisce al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI la competenza a svolgere funzioni consultive, non solo per lo stesso CONI, ma anche, su richiesta presentata per suo tramite, per le singole Federazioni sportive ( art. 12 bis, comma 5, dello Statuto del CONI).

Tanto più, poi, se si tratta di pronunciarsi sull’interpretazione ed applicazione della normativa CONI in materia di commissariamento.

Laddove la Corte Federale d’Appello, come detto, non si è limitata ad esprimersi, come da richiesta del Presidente federale, sulla possibilità per il Consiglio federale di prorogare il mandato al Commissario della Lega di Serie A, ma, andando ben oltre la richiesta, si è diffusamente spinta a esprimersi sulla possibilità che tale proroga  non consenta al CONI, ai sensi e per gli effetti della normativa CONI in materia,  l’eventuale commissariamento della FIGC. 

Resta, peraltro, almeno a chi scrive, alquanto inspiegabile, non solo l’inerzia del CONI nel rivolgersi al Collegio di Garanzia dello Sport per richiedere un parere circa l’eventuale applicabilità delle proprie norme sul commissariamento in caso di proroga del mandato al Commissario della Lega di Serie A ,  ma anche il fatto che, nonostante la prospettazione di Federsupporter in tal senso, il CONI non abbia ritenuto di rivolgersi al predetto Collegio onde acquisirne un parere sotto  il profilo di eventuale commissariamento, diverso da quello esaminato dalla Corte Federale d’Appello, di difetto di funzionamento della gestione federale.

Più precisamente, mi riferisco al profilo di eventuale commissariamento per gravi irregolarità gestionali: profilo pure previsto dalla normativa CONI in materia.

Più volte Federsupporter ha avuto modo di segnalare allo stesso CONI e di sottolineare che la FIGC, costituitasi parte civile nel processo penale meglio noto come “Calciopoli”, riconosciuta, con sentenza definitiva, creditrice di somme a titolo di risarcimento danni, da quantificarsi in  sede civile, dovute da imputati per reati di frode sportiva, sebbene dichiarati estinti per prescrizione, risulta che inspiegabilmente non si sia mai attivata per richiedere ed ottenere il suddetto risarcimento.

Che una simile inerzia integri una tipica fattispecie di grave irregolarità gestionale è, d’altronde, pacifico, posto che, volendo fare un esempio banale, la mancata attivazione o il mancato perseguimento di iniziative  nei confronti di condomini morosi sono considerati una grave irregolarità gestionale dell’amministratore del condominio, tale da giustificarne la revoca per giusta causa.

Aggiungasi  che la segnalata irregolarità gestionale è tanto più grave ed inescusabile nel caso della FIGC, la quale, pur essendo una persona giuridica di diritto privato, riceve ed amministra cospicue risorse pubbliche, essendo, pertanto, una ingiustificata inerzia nel recupero di somme ad essa dovute idonea a incidere sulla necessità di tali risorse.

 Avv. Massimo Rossetti 

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