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TOR di Valle : Basta con le bugie!

 TOR di Valle : Basta con le bugie!

Un Progetto definitivo neppure esiste.

Così il Parere legale dello Studio AdLaw, richiesto da Consiglieri del Movimento 5 Stelle, ed a conoscenza anche del Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Lazio.

Per approfondire l’argomento leggi la Nota dell’Avv. Massimo Rossetti 

 

  15 luglio 2019 -Tor di Valle: alla “ ricerca dell’escamotage perduto”. Un recente, autorevole parere conferma ciò che è stato sempre sostenuto da Federsupporter. 

Secondo notizie di stampa ( vedasi Il Corriere dello Sport dell’11 luglio scorso) continuerebbe l’incessante ed affannosa “ ricerca”, volendo parafrasare il titolo di un celebre romanzo, dello “escamotage perduto”,  allo scopo di consentire, ad ogni costo, l’approvazione di un progetto che, almeno legittimamente, non può essere approvato per molteplici, rilevanti motivi.

Lo “ escamotage” in questione, anzi un vero e proprio artificio, per non dire raggiro, consisterebbe nel voler permettere che la prima utilizzazione pubblica dell’impianto sportivo non avvenga contestualmente con l’esercizio del trasporto pubblico su ferro nei termini di cui alla Deliberazione n. 32 del  14 giugno 2017 dell’Assemblea Capitolina.

Contestualità, espressamente e specificatamente prevista, che, insieme con altri obblighi, rappresenta una condizione essenziale ai fini del provvedimento di verifica/ridefinizione dell’interesse pubblico dichiarato con la precedente Deliberazione n. 132/2014 della suddetta Assemblea.

Una condizione ed un obbligo, quindi, che non possono essere, in alcun modo, né violati né elusi, a pena, diversamente, di far venire automaticamente meno l’interesse pubblico del progetto.

D’altronde, l’essenzialità di tali condizione ed obbligo trovano la loro ratio nel fatto che, così come stabilito dalla Deliberazione 30 marzo 2017 della Giunta Capitolina posta a base della Delibera n. 32 del successivo 14 giugno 2017 dell’Assemblea e così come previsto nella Relazione tecnica allegata a tale Deliberazione e che ne forma parte integrante, deve essere garantita “ la massima accessibilità dell’area tramite il trasporto pubblico su ferro ed in particolare: servizio minimo di 20.000 passeggeri l’ora sull’intera tratta della Roma-Lido, a cui vanno garantiti ulteriori 7.500 passeggeri l’ora sulla FL1 durante gli eventi sportivi….Tale obiettivo permette di garantire un miglioramento complessivo di accessibilità all’intero quadrante urbano attraverso l’aumento della frequenza del trasporto sull’intera tratta della ferrovia Roma-Lido fino a  16 treni/ora (ndr.obbligo di cui alla Deliberazione di Giunta richiamata nella Deliberazione dell’Assemblea)… Con questi interventi si conferma, inoltre, un rilevante riequilibrio modale a favore del ferro, passando dai 15.400 passeggeri/ora circa della proposta inizialmente esaminata in Conferenza di servizi nel 2014 a circa 27.500 passeggeri/ora circa del sistema del TPL su ferro pari al 50% dei fruitori dello Stadio, riducendo sensibilmente la domanda di trasporto su gomma” ( Relazione tecnica allegata alla Deliberazione assembleare- ndr).

Ed è proprio per assicurare l’osservanza di questa condizione e di questo obbligo che è stata stabilita la contestualità della prima utilizzazione pubblica dell’impianto sportivo con la realizzazione ed operatività della condizione e dell’obbligo stessi: contestualità sancita dalla Deliberazione n. 32 del 14 giugno 2017.

Ed è, altresì, per questa ragione, che, nella stessa Deliberazione, è previsto, a carico di Eurnova srl che, è bene ribadirlo, è il soggetto proponente il progetto  e non la AS Roma spa, quest’ultima mera futura utilizzatrice dell’impianto, un contributo di 45 milioni di euro, finalizzato al miglioramento del servizio di trasporto pubblico su ferro.

Come, dunque, ognuno può agevolmente constatare, un’ eventuale approvazione del progetto ed una eventuale stipula di una Convenzione urbanistica tra la proponente Eurnova srl e il Comune di Roma, che derogassero dalla condizione e dall’obbligo di cui trattasi, farebbe automaticamente venire meno il pubblico interesse deliberato dall’Assemblea Capitolina il 14 giugno 2017, con tutto ciò che intuitivamente ne conseguirebbe.

Aggiungasi che un autorevole parere formulato il 12 giugno scorso da uno Studio legale, specializzato in Diritto amministrativo, composto da insigni giuristi in tale materia, di cui ha dato notizia un articolo di stampa ( vedasi Il Messaggero dell’11 luglio scorso) e di cui Federsupporter è venuta a conoscenza, conferma ciò che l’Associazione e, personalmente chi scrive, ha sempre sostenuto circa il progetto Tor di Valle.

Tale parere, che si compone di 27 pagine e che sarebbe stato richiesto da alcuni Consiglieri comunali appartenenti al Movimento 5 Stelle, prende in esame ed approfondisce, con dovizia di richiami giurisprudenziali, tutti gli aspetti giuridici inerenti al diritto amministrativo relativi al progetto, senza, peraltro, tenere conto delle, pur rilevanti, problematiche poste dalle indagini e dai processi penali, in corso o imminenti, che riguardano quel progetto.

Indagini e processi che, almeno secondo gli impianti accusatori, ferma restando la presunzione di innocenza fino ad eventuale condanna definitiva ex art. 27 della Costituzione, disvelano, per lo più sulla base di intercettazioni telefoniche ed ambientali, come funzioni ed incarichi pubblici, nell’ambito dell’iter procedimentale riguardante il progetto, siano stati asserviti ad interessi privati.

Il richiamato parere rileva, in particolare, come l’area afferente al così detto “Business Park” non  si configura, ai sensi di quanto previsto dalla normativa sugli stadi, quale strettamente funzionale alla fruibilità dell’impianto sportivo e come il progetto, in presenza di riduzione delle cubature, preveda una riduzione anche delle opere pubbliche che ne integrano l’interesse pubblico.

In sintesi,  il parere perviene alle conclusioni che seguono.

Non sussistono le condizioni di fattibilità per la realizzazione dello Stadio . 

Il progetto, infatti, ferma restando la non corretta applicazione del procedimento ( plurime violazioni di legge e plurimi vizi di eccesso di potere), non costituisce un progetto definitivo , mancando le necessarie modifiche da apportare ad esso secondo le condizioni e le prescrizioni apposte dagli enti  che hanno dato il loro assenso alla sua realizzazione in sede di Conferenza di servizi.

Manca, quindi, un progetto definitivo idoneo ad essere sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale, dovendosi esercitare su tale progetto le osservazioni della cittadinanza.

Progetto che,come detto, non può considerarsi definitivo perché non recepisce tutte le condizioni e prescrizioni imposte.

Pertanto, la negazione del progetto non esporrebbe né il Comune né i Consiglieri comunali a nessuna forma di responsabilità, non sussistendo violazioni o anche soltanto responsabilità da contatto o da ragionevole affidamento in capo all’Amministrazione.

In specie, non sussistendo la condizione materiale pregiudiziale, ineliminabile rispetto alla realizzazione del progetto, a causa delle rilevate difficoltà a livello trasportistico sottese all’intervento.

Il progetto, in sostanza, non risulta conforme alle prescrizioni e condizioni poste in sede di Conferenza di servizi ( peraltro, la numerosità e l’entità di tali prescrizioni e condizioni fa ritenere che il formale assenso costituisca in realtà un sostanziale dissenso) e, soprattutto, in mancanza di determinate opere infrastrutturali, preliminari al progetto stesso.

Si è, dunque, in presenza di un progetto che il parere definisce “  inattuabile”

Viceversa, responsabilità per danni a carico dei Consiglieri potrebbero configurarsi in caso di loro assenso al progetto: vale a dire ad una operazione economico-urbanistica insostenibile rispetto agli interessi, anche economici, di cui l’Amministrazione comunale è garante.

Ed è strano- ma non troppo per quello che dirò poi- che un parere così completo, articolato, preciso ed autorevole, ricco di riferimenti giurisprudenziali, non abbia avuto, finora, quella risonanza e pubblicità che richiede e merita.

Cosa che lascia pensare come, non solo nei confronti di Federsupporter, si voglia continuare ad erigere quella “ cortina di silenzio”  che, in gran parte, quello che il noto Docente di filosofia e saggista, Prof. Diego Fusaro, definisce “ clero giornalistico”, ha eretto, facendosi oggettivamente ed in prevalenza mero portavoce, quando non aperto fautore, solo delle tesi e degli interessi di chi controlla e gestisce la AS Roma spa ed altri soggetti coinvolti, a vario titolo, nell’affaire Tor di Valle.

Avv. Massimo Rossetti.

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