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Presentato in Campidoglio il libro di Alfredo Parisi
 

Tifosi e risarcimento danni

 21 gennaio 2020  - I tifosi quali soggetti attivi e passivi del rapporto di consumo. Il risarcimento danni chiesto dalla SS Lazio  .

Con le mie Note “ Un’importante vittoria nella lunga battaglia di Federsupporter a tutela dei tifosi quali consumatori”,  e relativi allegati, in data 8 gennaio scorso ( cfr.www.federsupporter.it) davo notizia dell’apertura di procedimenti istruttori da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AGCM) nei confronti di n. 9 società di calcio di Serie A, tra le quali la SS Lazio, in ordine alla vessatorietà di alcune condizioni generali di abbonamento.

Ciò premesso, informo che la SS Lazio spa ha ora modificato le suddette condizioni, laddove prevedevano la totale esclusione della propria responsabilità in caso di provvedimenti della Giustizia sportiva di chiusura di settori dello stadio o dell’intero stadio, a causa di comportamenti dei propri tifosi.

 

Le condizioni ora modificate stabiliscono che : “Nel caso di chiusura di uno o più settori dello Stadio in cui si trova il posto dell’abbonato, la SS Lazio metterà a disposizione un tagliando sostitutivo per altro settore – sempreché l’abbonato non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio.  Nei casi di squalifica del campo con disputa della partita in altro stadio, l’abbonato- sempre che non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio- avrà diritto ad un tagliando sostitutivo per assistere alla partita in altro stadio ( salvo effettiva disponibilità), o, a sua scelta, ad un tagliando d’ingresso per un’altra gara casalinga, non ricompresa nell’abbonamento, individuata a discrezione della Società; le spese di trasferta saranno in ogni caso a carico del titolare dell’abbonamento. Nei casi di obbligo di disputare le partite a porte chiuse,  l’abbonato- sempre che non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio- avrà diritto ad un tagliando per un’altra gara casalinga non ricompresa nell’abbonamento, individuata a discrezione della società. E’ in ogni caso escluso il diritto al risarcimento dei danni, salvo il caso di inadempimento colpevole della SS Lazio.”

Come si può constatare, la SS Lazio si è adeguata, se non ancora del tutto, alla richiesta avanzata da tempo da Federsupporter e dal Movimento Consumatori, a tutela dei tifosi quali consumatori.

Risulta, peraltro, che anche altre società, non ricomprese tra quelle interessate dai procedimenti della AGCM, si erano già spontaneamente adeguate o si stanno adeguando alle condizioni ora previste dalla SS Lazio.

Quasi sinallagmaticamente alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri abbonati incolpevoli di comportamenti causativi di chiusura di settori dello stadio o dell’intero stadio, si ha notizia che la SS Lazio ha assunto una iniziativa volta a chiedere ed ottenere da tifosi, individuati quali responsabili di tali comportamenti, il risarcimento dei danni.

Richiesta, a mio avviso, legittima, anche ammesso che, in questo caso, non si tratti di responsabilità contrattuale.

Fra i tipi di responsabilità civile che danno luogo a risarcimento del danno è,infatti, contemplata la responsabilità extracontrattuale che si sostanzia nella violazione del dovere generico di non provocare ingiustamente un danno ad altri ( neminem laedere).

Non v’è, altresì, dubbio che l’iniziativa intrapresa dalla SS Lazio abbia una capacità deterrente  nei confronti di chi usa lo stadio per manifestazioni di violenza, fisica o verbale o di qualunque altro tipo non consentito.

Si tenga anche presente che le modifiche recentemente apportate al Codice di Giustizia Sportiva della FIGC prevedono che comportamenti e iniziative, quale quella intrapresa dalla SS Lazio, possono contribuire a limitare o, persino, escludere la responsabilità oggettiva per comportamenti dei propri tifosi.

Non solo, ma, oltre a questo tipo di iniziative, l’adozione da parte delle società di strumenti di videosorveglianza e di identificazione a distanza per motivi di salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico, tendono ad evitare che il principio di responsabilità oggettiva finisca per essere traslato sui tifosi incolpevoli e, nello stesso tempo, tendono a ridurre, fino ad escluderla, l’applicazione di tale principio a carico delle società medesime.

Si resta, invece, nettamente contrari alla legittimità e validità di quelle clausole, contenute nelle Condizioni Generali di acquisto di titoli di accesso allo Stadio ( biglietti/abbonamenti), secondo cui l’acquisto di detti titoli implica l’accettazione tacita di un Codice etico unilateralmente predeterminato dalla società venditrice  che permette a quest’ultima l’unilaterale ed insindacabile sospensione o ritiro definitivo del titolo di accesso.

Trattasi, infatti, come più volte esposto in miei precedenti scritti, anche in questo caso, di tipiche clausole vessatorie non consentite dal Codice del Consumo.

Esse, così come stabilito dal Tribunale Civile di Roma, Sezione X , sentenza n.6004, del 22-27 marzo 2017, integrano  una sostanziale forma di “ Daspo privato”.

 Daspo che, viceversa, può essere legittimamente comminato solo dall’Autorità di Pubblica Sicurezza o dal Magistrato.

Aggiungasi che il “ Daspo privato” sarebbe privo di qualsiasi requisito di terzietà e di imparzialità e non permetterebbe a chi lo subisse nessuna possibilità di difesa.

Possibilità che sussiste in caso di Daspo amministrativo o giudiziario.

D’altra parte, una volta che la società abbia individuato, con propri mezzi di videosorveglianza ed identificazione a distanza, i responsabili di comportamenti violenti o vietati, denunciando i responsabili così’ individuati alle Autorità competenti, potrà determinare che queste ultime comminino legittimamente il Daspo a carico dei responsabili, senza, pertanto, alcun bisogno di ricorrere a “ Daspo privati” privi o di assai dubbia legittimità.  

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                              Roma 21 gennaio 2020

 

I tifosi quali soggetti attivi e passivi del rapporto di consumo. Il risarcimento danni chiesto dalla SS Lazio  .

Con le mie Note “ Un’importante vittoria nella lunga battaglia di Federsupporter a tutela dei tifosi quali consumatori”,  e relativi allegati, in data 8 gennaio scorso ( cfr.www.federsupporter.it) davo notizia dell’apertura di procedimenti istruttori da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ( AGCM) nei confronti di n. 9 società di calcio di Serie A, tra le quali la SS Lazio, in ordine alla vessatorietà di alcune condizioni generali di abbonamento.

Ciò premesso, informo che la SS Lazio spa ha ora modificato le suddette condizioni, laddove prevedevano la totale esclusione della propria responsabilità in caso di provvedimenti della Giustizia sportiva di chiusura di settori dello stadio o dell’intero stadio, a causa di comportamenti dei propri tifosi.

Le condizioni ora modificate stabiliscono che : “Nel caso di chiusura di uno o più settori dello Stadio in cui si trova il posto dell’abbonato, la SS Lazio metterà a disposizione un tagliando sostitutivo per altro settore – sempreché l’abbonato non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio.  Nei casi di squalifica del campo con disputa della partita in altro stadio, l’abbonato- sempre che non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio- avrà diritto ad un tagliando sostitutivo per assistere alla partita in altro stadio ( salvo effettiva disponibilità), o, a sua scelta, ad un tagliando d’ingresso per un’altra gara casalinga, non ricompresa nell’abbonamento, individuata a discrezione della Società; le spese di trasferta saranno in ogni caso a carico del titolare dell’abbonamento. Nei casi di obbligo di disputare le partite a porte chiuse,  l’abbonato- sempre che non abbia concorso a causare la responsabilità, neppure oggettiva, della SS Lazio- avrà diritto ad un tagliando per un’altra gara casalinga non ricompresa nell’abbonamento, individuata a discrezione della società. E’ in ogni caso escluso il diritto al risarcimento dei danni, salvo il caso di inadempimento colpevole della SS Lazio.”

Come si può constatare, la SS Lazio si è adeguata, se non ancora del tutto, alla richiesta avanzata da tempo da Federsupporter e dal Movimento Consumatori, a tutela dei tifosi quali consumatori.

Risulta, peraltro, che anche altre società, non ricomprese tra quelle interessate dai procedimenti

 

 

 

 

della AGCM, si erano già spontaneamente adeguate o si stanno adeguando alle condizioni ora previste dalla SS Lazio.

Quasi sinallagmaticamente alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri abbonati incolpevoli di comportamenti causativi di chiusura di settori dello stadio o dell’intero stadio, si ha notizia che la SS Lazio ha assunto una iniziativa volta a chiedere ed ottenere da tifosi, individuati quali responsabili di tali comportamenti, il risarcimento dei danni.

Richiesta, a mio avviso, legittima, anche ammesso che, in questo caso, non si tratti di responsabilità contrattuale.

Fra i tipi di responsabilità civile che danno luogo a risarcimento del danno è,infatti, contemplata la responsabilità extracontrattuale che si sostanzia nella violazione del dovere generico di non provocare ingiustamente un danno ad altri ( neminem laedere).

Non v’è, altresì, dubbio che l’iniziativa intrapresa dalla SS Lazio abbia una capacità deterrente  nei confronti di chi usa lo stadio per manifestazioni di violenza, fisica o verbale o di qualunque altro tipo non consentito.

Si tenga anche presente che le modifiche recentemente apportate al Codice di Giustizia Sportiva della FIGC prevedono che comportamenti e iniziative, quale quella intrapresa dalla SS Lazio, possono contribuire a limitare o, persino, escludere la responsabilità oggettiva per comportamenti dei propri tifosi.

Non solo, ma, oltre a questo tipo di iniziative, l’adozione da parte delle società di strumenti di videosorveglianza e di identificazione a distanza per motivi di salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico, tendono ad evitare che il principio di responsabilità oggettiva finisca per essere traslato sui tifosi incolpevoli e, nello stesso tempo, tendono a ridurre, fino ad escluderla, l’applicazione di tale principio a carico delle società medesime.

Si resta, invece, nettamente contrari alla legittimità e validità di quelle clausole, contenute nelle Condizioni Generali di acquisto di titoli di accesso allo Stadio ( biglietti/abbonamenti), secondo cui l’acquisto di detti titoli implica l’accettazione tacita di un Codice etico unilateralmente predeterminato dalla società venditrice  che permette a quest’ultima l’unilaterale ed insindacabile sospensione o ritiro definitivo del titolo di accesso.

Trattasi, infatti, come più volte esposto in miei precedenti scritti, anche in questo caso, di tipiche clausole vessatorie non consentite dal Codice del Consumo.

Esse, così come stabilito dal Tribunale Civile di Roma, Sezione X , sentenza n.6004, del 22-27 marzo 2017, integrano  una sostanziale forma di “ Daspo privato”.

 

 

 

Daspo che, viceversa, può essere legittimamente comminato solo dall’Autorità di Pubblica Sicurezza o dal Magistrato.

Aggiungasi che il “ Daspo privato” sarebbe privo di qualsiasi requisito di terzietà e di imparzialità e non permetterebbe a chi lo subisse nessuna possibilità di difesa.

Possibilità che sussiste in caso di Daspo amministrativo o giudiziario.

D’altra parte, una volta che la società abbia individuato, con propri mezzi di videosorveglianza ed identificazione a distanza, i responsabili di comportamenti violenti o vietati, denunciando i responsabili così’ individuati alle Autorità competenti, potrà determinare che queste ultime comminino legittimamente il Daspo a carico dei responsabili, senza, pertanto, alcun bisogno di ricorrere a “ Daspo privati” privi o di assai dubbia legittimità.  

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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