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Corte dei Conti e Tor di Valle

  8 febbraio 2020 -Tor di Valle : Indagine della Corte dei Conti, ma alla Sindaca j’a rimbarza”

Si apprende ( vedasi “ Il Corriere della Sera” del 5 febbraio scorso) che la Guardia di Finanza, su incarico del Procuratore Regionale presso la Sezione giurisdizionale Regionale del Lazio della Corte dei Conti, ha effettuato il sequestro di numerosi documenti  ed effettuato audizioni relativamente al procedimento amministrativo concernente il progetto Tor di Valle.

In particolare, sarebbe stato oggetto di sequestro il parere dell’Avvocatura del Comune di Roma, secretato ed occultato ai Consiglieri  comunali prima della messa in votazione della dlibera che ha riconosciuto l’interesse pubblico al progetto, riveduto e corretto, in realtà un nuovo progetto, rispetto a quello deliberato nel 2014.

 

Della secretazione e dell’occultamento di tale parere e delle sue possibili conseguenze mi ero occupato nelle mie Note “ Tor di Valle : rinascimento, congiunzione astrale o mandrakata bis ? “ del 25 marzo 2019 e “ Tor di Valle : il parere sparito dell’Avvocatura capitolina “  del 27 marzo 2019 ( entrambe le Note sono consultabili sul sito www.federsupporter.it).

Nei miei citati scritti mettevo in evidenza due aspetti .

L’uno,  che la secretazione e l’occultamento in parola costituivano una grave violazione del diritto di accesso agli atti,  in specie del diritto dei Consiglieri comunali, previsto dal TUEL ( Testo Unico degli Enti Locali), di ottenere dagli Uffici comunali, senza limitazioni e senza alcun onere motivazionale, non solo gli atti di tali Uffici, ma anche tutte le informazioni e le notizie in loro possesso utili per l’espletamento del mandato consiliare.

L’altro, che la secretazione e l’occultamento suddetti integrano un vizio di legittimità per eccesso di potere, essendo stata così viziata la volontà dei Consiglieri comunali che hanno approvato la delibera, poiché era venuta meno nel procedimento la correttezza e completezza di formazione di tale volontà.

Ulteriore vizio rappresentato dal fatto che la secretazione e l’occultamento in questione configurano una tipica fattispecie di insufficiente istruttoria per palese inadeguatezza della base conoscitiva  del provvedimento adottato, rispetto all’importanza e complessità della scelta da compiere. 

Rilevavo, inoltre, che, probabilmente, la secretazione e l’occultamento del parere erano da attribuire  al fatto che esso non fosse funzionale all’approvazione della delibera o, comunque, contenesse elementi tali che, ove conosciuti, avrebbero potuto indurre a desistere dall’approvazione stessa.

Quanto all’intenzionalità della secretazione e dell’occultamento, nelle mie citate Note del 27 marzo 2019, rilevavo come l’Avvocatura comunale, in risposta ad una richiesta di accesso al parere formulata dal Consigliere comunale, Andrea De Priamo, avesse precisato che il documento era stato : “ redatto in un unico originale, protocollato ma non scansionato e non inserito nel protocollo web e consegnato a mani in busta chiusa direttamente alla Sindaca, e per il  quale, perciò, la scrivente Avvocatura non è più in possesso”.

Precisazione da cui non può che dedursi che la Sindaca abbia, coscientemente, volontariamente ed intenzionalmente, secretato ed occultato quel parere, impedendo che i Consiglieri comunali ne venissero a conoscenza prima di deliberare.

Circa l’indagine promossa dalla Corte dei Conti, quest’ultima è competente ad indagare e eventualmente giudicare in ordine  alla responsabilità amministrativa o erariale, nonché , se del caso, al danno di immagine arrecato alla Pubblica Amministrazione.

Una responsabilità che non è soltanto di tipo risarcitorio, ma anche sanzionatorio, a carico di chi, in specie pubblico funzionario o pubblico ufficiale, abbia compiuto fatti dannosi, in particolare costituenti delitti contro la Pubblica Amministrazione, nei confronti di quest’ultima.

Sembra, peraltro, che l’indagine della Corte dei Conti riguardi anche un possibile errore di calcolo delle cubature del progetto, commesso dal Comune di Roma; errore che, qualora accertato, avrebbe notevolmente avvantaggiato il privato e, corrispondentemente, danneggiato la Pubblica Amministrazione.

Circa, infine, la recente archiviazione di una indagine per il delitto di abuso d’ufficio nei confronti della Sindaca, va segnalato che tale archiviazione è avvenuta, non perché il fatto non sussiste, ma perché, pur essendovi state violazioni di legge nell’iter procedimentale relativo al progetto, il fatto stesso non costituisce reato, per mancanza, ex art. 323 CP, di dolo intenzionale volto ad acquisire un vantaggio personale.

Laddove,. La Corte dei Conti, diversamente dal giudice penale, è deputata a verificare se un fatto, pur penalmente irrilevante, abbia, però, cagionato un danno collettivo nei confronti della Pubblica Amministrazione.

E suonano, invero, singolari le parole della Sindaca, la quale, con riferimento all’archiviazione dell’indagine penale, ha dichiarato : “ Il passaggio in Consiglio comunale per approvare 

definitivamente il progetto stadio fu rimandato proprio per consentire a chiunque fosse interessato  di proporre le proprie deduzioni”.

Come si concilino, infatti, queste dichiarazioni con la secretazione e l’occultamento del parere dell’Avvocatura del Comune è davvero, almeno per chi scrive, molto difficile comprendere.

Dunque, l’indagine della Corte dei Conti, che si aggiunge a tanti altri elementi, sembra alquanto improbabile ed inverosimile che induca la Sindaca, chi l’appoggia e lo stuolo di “ plauditores”, a vario titolo, fautori del progetto, a desistere  dall’andare avanti come se nulla fosse.

Pertanto, ben si può dire, per usare una prosaica espressione in gergo romanesco, che anche la suddetta indagine della Corte dei Conti, così come tutto il resto, alla Sindaca “ j’a rimbarza !”

 

Avv. Massimo Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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