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La Lega Serie A " non gradisce"

15 maggio 2020 -L’inutilità dell’essere : la Lega Calcio Serie A.

Su tutti i giornali si stano sviluppando le polemiche intorno al “ non gradimemto” da parte della Lega Serie A del “ nuovo protocollo FIGC”, redatto in linea con Le linee guida ministeriali predisposte sulla base del Rapporto del Politecnico di Torino.

Mi permetto, in proposito, di far rilevare l’errata ( volutamente ?) tempistica dell’assemblea di Lega  del 13 maggio e l’inopportunità della conseguente delibera “ Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli  medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno”.

Infatti, tale delibera è stata assunta nè sulla base di un protocollo predisposto dalla FIGC, né ha tenuto conto dei protocolli medici riportati nelle richiamate Linee Guida ministeriali.

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Infortuni sul lavoro e responsabilità

14 maggio 2020- Le recenti dichiarazioni alla RAI ( www.raisport.rai.it) del Prof Castellacci, Presidente di L.A.M.I.C.A. (Libera Associazione dei Medici Italiani del Calcio, costituita nel 1976 da medici che esercitano l’attività di medico sociale presso squadre di calcio di società di serie A e B e di Lega Pro) danno  voce alla presa di posizione dei medici sportivi in relazione agli aspetti di responsabilità richiamati espressamente dal Protocollo dell’Ufficio dello Sport del 3 maggio scorso, fino ad arrivare a minacciare le dimissioni.

Proprio la centralità della figura del medico sportivo, come illustrata il 12  maggio da Federsupporter ( www.federsupporter.it “Il medico sportivo, l’organizzazione dei siti sportivi tra prevenzione e protezione), impone un approfondimento  del tema ed in particolare di un principio di responsabilità penale, civile ed amministrativa ineludibile. Di seguito l’analisi tecnico-giuridica dell’Avv. Massimo Rossetti.

Quanto sopra, anche con riferimento all’intervista rilasciata  da Zeman, un allenatore che ha sempre anteposto il bel gioco al risultato delle partite,  un uomo di sport vero (cfr Andrea Di Caro “La Gazzetta dello Sport” , 13 maggio 2020) : “ Troppi morti e niente tifosi Ripartire così non ha senso”.

Alfredo Parisi

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Campionato di calcio e responsabilità

12 maggio 2020 - Il medico sportivo, l’organizzazione dei siti sportivi tra prevenzione e protezione.

Il presente Studio è stato redatto precedentemente alla presa di posizione (11 maggio 2020) del CTS che, pur permettendo la ripresa delle sedute collettive delle squadre di calcio, ha richiesto una rivisitazione del Protocollo presentato dalla FIGC.

Questo è quanto  affermato, nella dichiarazione congiunta, dai Ministri della Salute e dello Sport “Il parere richiesto dal Governo sul protocollo presentato dalla Figc è stato espresso dal Comitato Tecnico Scientifico e conferma la linea della prudenza sinora seguita dai ministeri competenti. Le indicazioni del Comitato, che sono da considerarsi stringenti e vincolanti, saranno trasmesse alla Federazione per i doverosi adeguamenti del Protocollo in modo da consentire la ripresa in sicurezza degli allenamenti di squadra a partire dal 18 maggio”. (cfr. www.gazzetta.it).

Due sono i punti fermi posti dal CTS, da considerarsi condizioni inderogabili:

a)  L’isolamento, in caso di contagio di un solo giocatore, dell’intera squadra e dello staff, sull’esempio della recente gara del Campionato minore tedesco Dynamo Dresda-Aue;

b) La responsabilità del medico sociale dei club, chiamato a rivestire un ruolo strategico e determinante nell’attuale gestione della pandemia e non solo.

L’intervento nella serata di ieri, 11 maggio, al TG1 del Ministro Spadafora è chiarissimo: "Se la FIGC non manderà in quarantena tutta la squadra, allora saranno i medici delle società a doversi assumere ogni responsabilità. Inoltre, i test messi a disposizione dei calciatori non devono essere effettuati a discapito degli altri cittadini”. Affermazione, quest’ultima che prende, peraltro, indirettamente atto di quanto affermato da Federsupporter (cfr. www.federsuppiorter.it “Calciatori,prevenzione,protezione e tifosi”) circa il fatto che i test per i calciatori non possono e non devono avere alcuna corsia preferenziale.

Ed è proprio sulla posizione centrale del Medico sociale  che  è stata effettuata l’analisi che segue, con riferimento  al Protocollo ministeriale del 3 maggio scorso, in cui le rigide direttive assunte per gli allenamenti individuali diventano  una vera e propria barriera per le disposizioni di prevenzione e protezione collettiva.

Alfredo Parisi

 

 

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