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Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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SPQR uso in libertà

Roma, 8 maggio 2017

Ancora sull’uso delle lettere SPQR sulle maglie dei calciatori della AS Roma spa

Con le mie Note, pari oggetto, del 5 maggio scorso avevo evidenziato alcuni aspetti giuridici derivanti, a mio avviso, dall’uso delle lettere SPQR sulle maglie dei calciatori della Roma in occasione del derby Roma-Lazio del 30 aprile scorso.

Poiché il Sindaco di Roma Capitale, Avv. Virginia Raggi,  ha ritenuto di dover precisare che l’uso di tali lettere che, ai sensi della’art. 1, comma 6, dello Statuto di Roma Capitale, fanno parte integrante dell’emblema della Città,  è del tutto libero, senza bisogno di alcuna, preventiva autorizzazione e di alcun, preventivo accordo con il Comune, a mia volta, reputo opportuno tornare sull’argomento.

A me pare che il Sindaco abbia confuso il diritto al marchio con il diritto al nome ed allo stemma comunale, nonché agli elementi costitutivi e caratterizzanti tali nome e stemma.

Così come già specificato nelle mie citate Note, il Comune, ai sensi sia del Regio Decreto 7 giugno 1943, n 651, sia del Testo Unico sugli Enti locali (Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267),

 può – deve – agire contro chiunque faccia un uso non autorizzato e non consentito del nome, stemma, gonfalone e titolo comunali, nonché degli elementi essenziali che li costituiscono e li distinguono.

Cosa che, lo ribadisco, con la registrazione e l’uso di marchi non ha nulla a che vedere.

Sottolineo che, nel caso di specie, la AS Roma spa commercializza una maglia con l’apposizione delle lettere SPQR,  prevedente un costo aggiuntivo, da cui si può desumere lo specifico sfruttamento commerciale di tali lettere.

Un’ ulteriore valutazione va fatta sotto il profilo di eventuale pubblicità ingannevole.

A questo proposito, la pubblicità di qualsiasi prodotto o servizio deve rispettare, ai sensi del Codice del Consumo, requisiti di correttezza, veridicità e trasparenza.

Pertanto, deve ritenersi vietata ogni forma di pubblicità idonea a indurre in errore il consumatore, oppure che sia idonea a ledere un concorrente, quale è, nella fattispecie, la SS Lazio spa.

Nella tipologia di pubblicità ingannevole rientra l’attitudine, anche in forma subliminale, all’induzione in errore, causata da talune caratteristiche attribuite al prodotto o al servizio, quale, per esempio, l’origine.

Ed è evidente come, mediante l’apposizione sulle maglie di calciatori delle lettere SPQR,  la AS Roma spa abbia voluto e voglia, anche in forma subliminale, indurre a credere che non vi sia differenza tra Società e Squadra di Calcio ed il Comune di Roma e/o come la prima debba considerarsi una diretta emanazione del secondo. Ciò anche a rimarcare la differenza con la rivale e concorrente cittadina SS Lazio spa.

Ciò, ripeto,  che è sfuggito e sfugge al Sindaco, Avv. Raggi, la quale si è anche mostrata infastidita da tutti quelli che Le hanno posto il problema.

Atteggiamento che lascia perplessi, poiché, a prescindere dall’episodio legato ad una partita di calcio, l’uso indiscriminato e non autorizzato  a fini commerciali di un elemento essenziale caratterizzante l’emblema di Roma Capitale potrebbe risultare gravemente lesivo per il Comune stesso e per una corretta concorrenza.

Chiunque, infatti, a questo punto, potrebbe sentirsi legittimato a commercializzare prodotti e servizi, di qualsivoglia natura e tipo, contraddistinti dalle lettere SPQR, onde far credere ai consumatori, in specie a quelli non cittadini ed esteri, che il prodotto o il servizio siano identificabili con Roma Capitale o, comunque, provenienti da essa. 

Avv. Massimo Rossetti

 


RELAZIONE al Bilancio al 31.12.2016

Signori Soci,

l’esercizio appena concluso è stato caratterizzato, ancora una volta, dai rapporti della Vostra Associazione con gli interlocutori naturali, primi fra tutti  i tifosi, le società sportive e le Istituzioni sia sportive sia statali.

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Roma: Capitale o squadra di calcio ?

Uso delle lettere “ S P Q R “ sulle maglie dei calciatori della AS Roma spa

Con riferimento all’uso in oggetto avvenuto in occasione del derby Roma-Lazio del 30 aprile scorso, alcuni nostri soci ci hanno chiesto di esprimere un parere tecnico-giuridico: parere che esprimo come segue.

Dottrina e giurisprudenza riconoscono alla persona giuridica, di diritto pubblico e privato ( l’Ente locale ha personalità giuridica di diritto pubblico), il diritto al nome, allo stemma, al gonfalone, al titolo della Città e, più in generale, ad ogni simbolo e caratteristica peculiari che ne costituiscono e rappresentano l’immagine.

Ne consegue che deve ritenersi illegittimo da parte di chiunque l’uso e l’utilizzo non previamente autorizzati dall’Ente locale di nome, stemma, gonfalone, titolo, simbolo e caratteristica peculiare predetti.

In particolare, segnalo che, con Risoluzione del 19 febbraio 2009, Il Ministero dell‘Interno stabilì che,  ai sensi del Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 651, nonché del TUEL, Testo Unico sugli Enti Locali ( Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), il Comune può agire contro chiunque, al di fuori dei casi di concessione in uso, ne utilizzi lo stemma o ne faccia un uso non consentito.

Peraltro, al Comune è riconosciuto il diritto al risarcimento del danno anche non patrimoniale per lesione del diritto al nome e all’immagine.

Aggiungo che, in base all’art. 1, comma 6, dello Statuto di Roma Capitale, le lettere maiuscole “SPQR” formano parte integrante dell’emblema di Roma Capitale stessa.

Per concludere e per completezza, si tenga presente che la registrazione come marchio d’impresa di un nome geografico o di segni privi di carattere distintivo non è consentita quando tale registrazione possa creare situazioni di ingiustificato privilegio o, comunque,  recare pregiudizio allo sviluppo di altre analoghe iniziative.

 

Avv. Massimo Rossetti.



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