E' uscito il nuovo libro di Federsupporter

Da Repubblica.it:
Calcio, Parisi, "Le società padronali sono fuori mercato: coinvolgano i tifosi"

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Periscopio: La Ryder Cup 2022

I grandi eventi possono rilanciare uno sport in calo?

La Ryder Cup 2022 per l’incremento del golf in Italia

di Giulia  Taccari

In Italia, come in tutti i Paesi e le culture, c’è sempre uno sport che “tira” più altri, richiedendo, quindi, alle Federazioni sportive cosiddette “minori” un ingegno quotidiano per trovare nuovi metodi di divulgazione e di aumento dei propri tesserati.

Ad oggi l’Italia si trova davanti ad una delle sue più grandi sfide sportive: far crescere il golf a livello nazionale tramite la realizzazione di un grande evento internazionale.

Il 14 dicembre 2015 la Federazione Italiana Golf (FIG), con il suo Presidente, Franco Chimenti, ha ottenuto l’assegnazione della Ryder Cup 2022 presentando un progetto ambizioso e duraturo: 11 anni (fino al 2027) di eventi ed iniziative per rilanciare il golf a livello nazionale.

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Tremila emendamenti per Nulla

COMUNICATO

31 maggio 2017

 Nuove norme sull’impiantistica sportiva: sta per compiersi la “Grande Schifezza”.

 Come si aveva ragione di temere,  il Governo ha posto la fiducia sul Decreto Legge n.50/2017, così detta “Manovrina”, in realtà una sorta di “supermercato” legislativo, che, al suo interno, contiene l’art. 62 ( Costruzione di nuovi impianti sportivi). L’apposizione della fiducia comporta la decadenza di tutti gli emendamenti presentati al testo del Decreto, ivi compreso l’art. 62.

Tra poche ore, quindi, la Camera approverà il suddetto articolo sostanzialmente nel testo originario che, oltre ad evidenziare numerosi profili di illegittimità costituzionale messi in luce nelle Note del 28 aprile scorso ( cfr www.federsupporter.it) dall’Avv. Massimo Rossetti, consente, in pratica, con il pretesto della realizzazione di nuovi impianti sportivi, la costruzione di complessi edilizi, anche residenziali ed anche in variazione, pressoché automatica, di Piani Regolatori Generali.

In particolare, con il Comunicato del 19 maggio scorso ( cfr  come sopra), Federsupporter aveva definito la suddetta norma uno “  schifellum”, seguendo la moda di qualificare con espressioni del latino maccheronico proposte di legge in materia elettorale.

Si sottolineava, altresì,  il silenzio assordante, in specie da parte degli organi di informazione, in cui si stava compiendo e sta per compiersi questo vergognoso misfatto legislativo, avente l’unico, quanto scoperto, scopo di favorire ben determinate ed identificabili lobby affaristico-speculative che, da tempo, hanno identificato un autentico Eldorado nella costruzione di nuovi impianti sportivi e, soprattutto, di ciò che intorno ad essi può ruotare.

E non è certamente un caso che il Presidente della AS Roma spa abbia perentoriamente affermato che o gli si fa realizzare il progetto Tor di Valle entro il 2020 oppure la Roma avrà una nuova proprietà.

Così come non è certamente un caso che il maggiore azionista e Presidente del Consiglio di gestione della SS Lazio spa abbia, per l’ennesima volta, ribadito che “ l’ipotesi Flaminio non esisteGli stadi vanno fatti in periferia ( ndr. magari sui suoi terreni sulla via Tiberina, a destinazione agricola e gravati da numerosi vincoli ambientali e idrogeologici), per problemi di traffico e di sicurezza. E così sarà anche per quello della Lazio” (cfr. “La Gazzetta dello Sport, pag. 17, in data odierna). E così sarà e sia, anche grazie al “ provvidenziale” art. 62 del Decreto Legge n. 50/2017. Evidentemente a Londra, invece,  gli stadi possono stare al centro della Città che, con ogni evidenza, non ha problemi di traffico e di sicurezza (sic !) .

Quanto sopra, inoltre, alla faccia  della norma di cui all’art. 1, comma 305, della Legge n. 147/2013 sull’impiantistica sportiva, che obbliga di realizzare gli interventi, ove possibile, prioritariamente su impianti già esistenti.

Il Decreto Legge n. 50/2017 il 13 giugno prossimo passerà all’esame del Senato, ma è pressoché certo che, anche in quella sede, verrà riproposta la fiducia dal Governo, anche perché il termine per la conversione in legge del Decreto scadrà il 23 giugno prossimo, con la conseguenza che l’art. 62 rimarrà invariato rispetto a quello approvato dalla Camera.

Si compirà, dunque, una vicenda che, volendo parafrasare il titolo di un celebre film, a giusta ragione, può denominarsi come “ LA GRANDE SCHIFEZZA”.

 

Il Presidente

Alfredo Parisi


STADI e Edilizia regalata

FEDERSUPPORTER ribadisce il SI a nuovi stadi e NO a nuove “mani sulla Città":

tra i vari VERDINELLUM, ROSATELLUM, etc. e "SCHIFELLUM"

Come è noto, è invalso l’uso di attribuire ad alcune leggi o proposte di legge denominazioni in latino maccheronico, quali, per esempio, in materia elettorale, “ verdinellum”, “rosatellum” etc.

Ciò premesso, all’art. 62 (Costruzione di nuovi impianti sportivi) del Decreto Legge n. 50/2017, sulla falsariga della suddetta moda, ben si potrebbe attribuire la definizione di “schifellum”.

L’art. 62 del Decreto,  rappresenta una sorta di supermercato o outlet legislativo in cui si può rinvenire di tutto e di più. Di questo  Federsupporter si era già occupata più volte, formulando, in particolare, una serie di proposte di emendamenti che sono stati fatti propri e presentati da numerosi parlamentari, appartenenti, in maniera trasversale, a diverse forze politiche, anche a quella di maggioranza che sostiene l’attuale governo.

A questo proposito (vedasi il Comunicato del 19 maggio scorso  su www.federsupporter.it), si è specificato  che gli emendamenti proposti da Federsupporter avevano, ed hanno, lo scopo precipuo di scongiurare quantomeno gli aspetti peggiori dell’art. 62: quale, in primis, quello dell’eliminazione del divieto, previsto dall’art. 1, comma 304, lettera a), della Legge 147/2013 sull’impiantistica sportiva,  relativo alla  realizzazione di nuovi complessi edilizi residenziali.

Nonostante ciò, il Governo e le lobby  affaristico-finanziarie e “ palazzinare” ( quelle, cioè,  che il Dr. Raffaele Cantone, attuale Presidente dell’ANAC, nel suo libro Football Clan del 2012, definì “ cricche di potere”) hanno pensato bene di far entrare dalla finestra quello che avrebbe potuto uscire dalla porta.

Ed ecco un emendamento governativo che, per il 20% della superficie utile dello stadio, consente di costruire “ alloggi di servizio” ( sic !)  in aree attigue allo stadio stesso, per gli atleti e gli altri dipendenti  delle società utilizzatrici dell’impianto, con esclusione di oneri di urbanizzazione primaria a favore dei Comuni.

Viene subito in mente il famoso aforisma di Ennio Flaiano “ La situazione politica in Italia è grave ma non seria”.

Dunque, in un Paese in cui si assiste a ritardi e difficoltà nel reperire alloggi,  anche mediante casette prefabbricate, per le popolazioni terremotate,  di che cosa ci si preoccupa ?

Del fornire “alloggi di servizio” a coloro i quali notoriamente versano  in stato di bisogno e di disagio sociale, quali gli atleti professionisti, in specie i calciatori.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, e per dirla con il mitico Totò, “Ma fateci il piacere” !

Peraltro, sussiste il più che legittimo e fondato timore che, approfittando degli ormai ristretti tempi di conversione del decreto, il Governo ponga la fiducia, facendo così decadere tutti gli emendamenti e così facendo convertire definitivamente il testo originario dell’art. 62.

Quanto sopra è emerso, con assoluta chiarezza,  anche nel corso di una Conferenza stampa, tenutasi oggi presso la Camera dall’On.le  Fassina, della  Sinistra italiana, con la partecipazione della Senatrice Loredana De Petris, Presidente del Gruppo Misto del Senato.

Conferenza alla quale ha assistito Federsupporter, in persona del suo Vice Presidente, Dr. Ferdinando Piertropaoli ed alla quale, invece, non hanno assistito gli esponenti di gran parte degli organi di informazione.

Federsupporter, per parte sua, pur nella modestia dei suoi mezzi e delle sue risorse, non cesserà, comunque, di battersi, affinchè la genuina e disinteressata passione dei tifosi  ed il loro sacrosanto diritto di poter fruire di moderni e confortevoli stadi, non venga biecamente strumentalizzata  ad altri, ben poco nobili, scopi.

Ci si augura, nel contempo, che tutte forze, politiche, ambientalistiche, rappresentative, in genere, dei diritti fondamentali dei cittadini,vogliano unire i loro sforzi per questa battaglia.

Chi, anche, omissivamente, tacerà si renderà complice di una norma  scellerata e vergognosa.

Si vedrà, soprattutto in Parlamento, quando si tratterà di votare l’art. 62, quali e come le forze politiche e i singoli parlamentari si esprimeranno; solo allora si potrà valutare chi sta con chi, ricordandosene, possibilmente, al momento delle elezioni

Il Presidente

Dr. Alfredo Parisi



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